February 24th, 2009

Luca Moretti in “mission quasi impossible”

Un giorno è arrivato un giovane scrittore, “un talento emergente”  e molto coraggioso; ci ha proposto un laboratorio di scrittura. Fino a quel giorno, avevamo scritto a modo nostro: sceneggiature per cortometraggi, articoli da pubblicare sul  blog, cronache delle nostre uscite, resoconti delle attività del c’entro e molto altro… Ma questa volta si trattava di un’altra cosa! Lui era un addetto ai lavori e si è presentato ai ragazzi dicendo: “scriveremo insieme un libro”. Stava puntando molto in alto! E noi, forse perché conoscevamo i nostri limiti, forse anche semplicemente per paura di deludere le sue aspettative e immaginando  le frustrazioni che ne sarebbero seguite, ci siamo un po’ spaventati. Nello stesso momento, eravamo entusiasti per questa nuova esperienza; avevamo la possibilità di confrontarci ancora una volta col mondo esterno usando uno strumento nuovo, guardarci dentro con una lente diversa.
Lui, Luca, ci ha coinvolto subito; ci ha introdotto nel mondo della scrittura, parlandoci di sé e della sua esperienza - passione e lo ha fatto anche fisicamente, portandoci con sé alla fiera della piccola e media editoria.

reading tartaruche al centro

Gli incontri con Luca e gli esercizi spesso impegnativi che ci proponeva erano un modo per conoscerci e svelarci i trucchi del mestiere. Nel tirare fuori esperienze ed emozioni che parlavano molto di noi, ci siamo trovati tra le mani una materia familiare, ma più ricca e sfaccettata. L’originalità e le caratteristiche di ognuno erano la miccia che innescava nuovi processi creativi. Dalla cronaca, alla poesia, dalla fantascienza alla vita vissuta, i racconti prodotti permettevano il confronto e la collaborazione, mettevano a nudo limiti e potenzialità di ognuno.
Luca ha coinvolto alcuni suoi amici scrittori che si sono prestati al gioco onorandoci della loro presenza: con Dario Morgante, autore del libro “la  compagna p38”, abbiamo cominciato ad avere ulteriori informazioni sulla vita di uno scrittore e sulla scintilla che porta alla nascita di un libro. Poi ci è venuto a trovare Gianluca Colloca, con il suo “101 cose da fare prima di lasciare casa e andare a vivere da soli”; con lui abbiamo avuto modo di ri-affrontare il centrale tema dell’autonomia  L’ultimo in ordine di tempo è stato Claudio Morici, autore del libro “la terra vista dalla luna” con il quale abbiamo parlato di viaggio in senso lato. Stiamo aspettando di conoscerne altri. Tutti questi scrittori sono stati sempre molto disponibili e pazienti con noi, in alcuni momenti forse un po’ spaesati, in altri completamente a loro agio.
Quante porte ci sta aprendo questo laboratorio! Abbiamo incontrato tante e diverse difficoltà, soprattutto legate alla nostra mancanza di continuità, ma anche ai nostri limiti. Luca era nuovo nel “nostro ambiente”, e forse si è trovato a ri-calibrare le sue aspettative, ma non si è mai perso d’animo e sembra più che mai motivato a raggiungere l’obiettivo prefissato; e noi con lui.

Post originale su Strada Sociale.

February 11th, 2009

Dario Morgante al C’entro

Nei giorni scorsi presso il C’entro di via Toscani Strada Sociale c’è stata la visita di Dario Morgante, autore di “La compagna P38“, che - nell’ambito del corso di scrittura tenuto da Luca Moretti - ha intrattenuto l’utenza raccontando la sua esperienza di scrittore.

Post e galleria di immagini su Strada Sociale.

dario morgante

December 19th, 2008

Noi ce la faremo

Luca Moretti, scrittore e agitatore culturale, ideatore e anima del sito terranullius.it, da alcuni giorni collabora con il “C’entro” di via Antonio Toscani realizzando un laboratorio di scrittura diretto agli utenti. Con queste parole ci racconta della sua esperienza:

“C’è una strada nel cuore di Roma.
E’ stretta e piena di macchine ammucchiate che sembra di essere in uno sfascio. C’è un marciapiede sudicio dove si scorgono numerose vetrine piene di vita. In una di queste vetrine si affacciano i ragazzi del Centro. Sono lì, ti aspettano per insegnarti che vale più un singolo gesto pratico di tutti i libri del mondo. Sono lì, ti aspettano per denudarti delle tue convinzioni, per riconsegnarti ripulito alla necessità delle Storie.

Effettivamente l’idea di costruire un laboratorio di scrittura in un luogo così è vagamente sghimbescia. Loro ti osservano, appoggiano il mento al palmo della mano annoiati dalla tua teoria, sono lì, immobili, quasi stessero manifestando in piazza per l’urgenza delle Storie, sono degli sfaticati cronici e ti preparano ad un’altra solenne sconfitta.

In realtà è proprio quando credi di aver perso ogni speranza che decidono di farti qualche piccolo regalo, di spiegarti la vera essenza del raccontare, di tingere una biografia fatta di sofferenza. E’ in quei piccoli momenti che ho riscoperto l’importanza della scrittura, negli occhi di quei ragazzi ho trovato nuovamente la scintilla che spinge le storie a riprodursi, tutti quei perché a cui lo scrittore deve prima o poi dare una risposta.

Abbiamo stravolto il noioso esercizio accademico per abbandonarci insieme alle suggestioni di un’immagine, un suono, un momento unico e irripetibile. Davanti alla tristezza di un’esclusione alla gioia di un abbraccio, a un treno che in questa strada continua a fare numerose fermate e ritardi.
Solo oggi credo di poter affermare che il laboratorio di scrittura con i ragazzi del centro sia veramente partito, il merito non è più mio, ma di questi personaggi irriverenti che mi hanno sottoposto ad un duro rodaggio osmotico, ai loro tempi e modi di raccontare.

Attendendo l’anno nuovo mi sento di fare una promessa.

Noi ce la faremo.”